Autore: ipergiux

  • I musei contemporanei come strumento critico

    I musei contemporanei come strumento critico

    I musei (italiani e non) per far fronte ai tagli di fondi pubblici, devono inventarsi modi alternativi per creare attrazione, contrastando il ritornello dominante del “più grande è più bello e “della cultura redditizia”. La mia idea è che i musei devono essere gratuti, perchè l’accesso alla cultura è un diritto di tutti e no, Ministro Sangiuliano, non si va al museo quando ce lo possiamo permettere…

    L’avvenire del museo pubblico è a rischio e rappresenta sempre meno gli interessi della collettività. Purtroppo la cultura viene ridotta a veicolo di promozione per eventi, a corollario di privilegi dei privati e tutto deve fare business ed essere redditizio.

    No caro Ministro Sangiuliano, paragonare il Museo degli Abba agli Uffizi, è una stupidaggine. I musei devono essere gratuiti. Difatti è stato un buon esperimento la gratuità dei musei comunali romani scarsamente visitati, per non parlare della comune tendenza dei grandi musei europei a lasciare ai visitatori la libertà di donare a piacimento, primi tra tutti quelli UK come Tate, National Gallery e il British Museum (dove la collezione è gratis, ma le mostre temporanee sono a pagamento), o a lasciare liberi gli slot serali, come i musei madrileni del Prado e del Reina Sofia.

    Bisogna salvaguardare le rara eccezione. Trovare alternative al mantra dominante del “più grande e del più redditizio”. Attraverso illuminate politiche di acquisizione e allestimento delle proprie collezioni permanenti, i musei contemporani possono puntare alla sperimentazione, alla capacità di utilizzare le proprie risorse per imbastire un discorso critico e generare, per esempio, uno sguardo “politico” sull’attuale fase storica.

    Serve una nuova concezione del museo contemporaneo, da intendere come pratica e non come mera periodizzazione, a favore di una rilettura del ruolo del museo come istituzione in grado di preservare l’eredità culturale e allo stesso tempo offrire una voce critica che possa interrogare il presente e contribuire a realizzare un futuro diverso.

    Fare molta attenzione alle mostre temporanee, alla multimedialità e alla capacità della tecnologia di generare interesse nel pubblico giovane, immersività ed emozioni.

  • La realtà aumentata nel museo è il nuovo modello phygital

    La realtà aumentata nel museo è il nuovo modello phygital

    Quale sarà l’impatto a lungo termine di questo periodo di lockdown sul nostro modo di vivere il museo? e come sarà in futuro il rapporto tra visita fisica e virtuale in un museo? Segnatevi la parola “phygital”.

    Il periodo di lockdown dei musei ha spinto in avanti la digitalizzazione della visita e accelerato il processo di modernizzazione nella fruizione delle esposizioni, ma come si evolverà da ora in avanti il rapporto tra visite sul posto ed esperienze a distanza? Questa spinta digitale ha modificato definitivamente la visione dei musei o si ritirerà come una marea improvvisa?

    APP di realtà aumentata nel museo, audioguide, visori per il tour virtuale del museo, postazioni di realtà virtuale e installazioni immersive, fino al lockdown per COVID, costituivano sostanzialmente solo un supporto all’esperienza di visita. Ovvero consentivano una visita, un percorso più esperienziale, ma il personale museale rimaneva fondamentale per la guida alle collezioni e alla cura degli archivi.

    Museo e Covid-19

    In questo periodo di emergenza c’è stata una fioritura incredibile di tour virtuali e pillole d’arte attraverso i social media, incontrando un pubblico entusiasta e creando una crescita dei follower dei musei.

    Le emergenze se portassero sempre a un crescita, sarebbero quasi benvenute, ma non è così. La spinta iniziale alla “sopravvivenza” si esaurisce al rientro nella normalità, e la spinta digitale dei musei deve essere inglobata in un piano di crescita digitale, con le nuove pratiche, che devono diventare sistemiche, organiche e strumentali.

    Lo sviluppo e la diffusione di nuovi strumenti tecnologici (di facile utilizzo e di dominio pubblico come i cellulari) consente nuove opportunità di fruizione degli spazi museali e un esempio di queste nuove possibilità ci viene fornito dalla realtà aumentata.

    Non sto a spiegare cosa sia una piattaforma di realtà aumentata, ma riassumo dicendo che permette di rendere più coinvolgente e interattiva l’esperienza del visitatore, grazie ad un sistema di posizionamento, localizzazione di prossimità, con cui fruire di contenuti supplementari.

    In quest’ottica, la realtà aumentata, in grado di incrementare i “sensi” del visitatore con contenuti digitali, deve scatenare in futuro un cambiamento sulla ricezione dei beni artistici e culturali.

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  • Dalla museografia alla museologia moderna

    Dalla museografia alla museologia moderna

    Quando si è cominciato a parlare di museo aperto al pubblico e come la prospettiva museale è diventata orientata alla fruizione di un pubblico? La realizzazione museale moderna.

    Il museo è entrato profondamente nella nostra vita moderna e la nostra società (occidentale) ha creato una vera e propria civiltà del museo, che sia culto del passato, del presente, della scienza e della tecnica, dell’arte o dei costumi.

    Ma questo bene acquisito, ha subito un percorso di almeno 300 anni, rinnovando continuamente l’istituzione museo, la sua fisionomia e la sua concezione. Dal dopoguerra il museo, come mai in passato, è stato definito e istituzionalizzato a livello mondiale; basti pensare all’istituzione dell’ICOM (emanazione dell’UNESCO), che dal 1948 coordina i musei di tutto il mondo, guidandoli con linee comuni e condivise.

    Proprio nel dopoguerra si afferma in uso comune il termine anglosassone museology e possiamo dire che la museologia riguardi esattamente un modo innovativo e moderno, di affrontare le problematiche dei musei. Per capire il rovesciamento di prospettiva, non possiamo che partire dal “vecchio” (termine) museografia, coniato da Friedrich Neickel nel 1727 nella sua opera in tedesco “Museografia, guida per una giusta idea e un utile allestimento dei musei”.

    Questo trattato dei primi del settecento serve per capire i primi passi della funzione museale nella società e come essa sia radicalmente cambiata nei nostri giorni.

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  • Apple sta cambiando il modo in cui funzionano gli annunci online

    Apple sta cambiando il modo in cui funzionano gli annunci online

    Come iOS cambia la pubblicità online?

    Apple sta capovolgendo le impostazioni sulla privacy del suo ecosistema mobile. Quando il 26 aprile ha rilasciato il suo framework per la trasparenza del monitoraggio delle app (ATT app tracking transparency) con iOS 14.5, si è rotto il flusso di dati che gli sviluppatori di app, le agenzie di web marketing e gli inserzionisti utilizzavano per collegare il comportamento degli utenti su app e siti web mobile. Con l’aggiornamento fatto, è nato il “profilo di identificazione per gli inserzionisti” (IDFA), che è stato attivato come opzione predefinita sui dispositivi Apple. Questo IDFA fornisce l’accesso ai dati utente agli editori di app e gli utenti dovranno concedere alle app l’autorizzazione esplicita, con una diminuzione probabile dei tassi di opt-in.

    L’iniziativa ATT di Apple darà un duro colpo a come fare pubblicità online mirata, che è fondamentale per i modelli di business come Facebook e Google. Gli e-commerce che si affidano a pubblicità mirata per raggiungere i clienti e i fornitori e che raccolgono i dati delle app, probabilmente troveranno difficoltà.

    Attraverso il lancio di ATT, Apple sta reinventando il ruolo che la pubblicità svolge all’interno del suo ecosistema. La mossa consentirà all’azienda di controllare più strettamente le esperienze delle app degli utenti e la cura dei contenuti. Consentirà inoltre ad Apple di promuovere l’adozione della propria soluzione pubblicitaria mirata, dove i servizi di monitoraggio degli annunci interni utilizzano un linguaggio più amichevole rispetto a quello richiesto dalle app di terze parti.

    Sebbene ATT possa ritenersi la modifica più incisiva per l’ecosistema della pubblicità digitale fino ad oggi, sono in arrivo ulteriori restrizioni sulla privacy degli utenti. Sviluppi come la misurazione dei clic privati ​​(PCM), il Federated Learning of Cohorts (FLoC) di Google, la fine dei cookie di terze parti in Chrome e le normative nazionali sulla privacy come il GDPR, indicano un attenzionamento sul tema privacy all’orizzonte .

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  • Come i musei possono usare la realtà aumentata nel percorso di visita

    Come i musei possono usare la realtà aumentata nel percorso di visita

    La realtà aumentata è un arricchimento delle informazioni che hanno i nostri sensi, con dati digitali aggiuntivi. Quindi è una tecnologia per sovrapporre immagini, testo o suoni sopra a ciò che già si vede

    Di cosa parlo in concreto? Per capirci, una delle applicazioni di realtà aumentata divenuta famosa è Pokémon Go, il gioco per smartphone, dove si possono catturare i Pokémon nascosti nella realtà di tutti i giorni.

    Intanto distinguiamo tra AR e VR. Qual è la differenza tra realtà aumentata e realtà virtuale?

    La realtà virtuale offre un’immersione totale in una realtà diversa, alternativa e richiede un supporto tecnologico (visori, caschi, controller, ecc.) molto più complesso di uno smartphone. L’utente tende a disorientarsi nel tempo e nello spazio.

    La realtà aumentata aggiunge “cose” al mondo reale, è come un sesto/settimo senso, con una fruizione più semplificata ed è per questo, a mio avviso, una tecnologia più matura per un uso diffuso nei musei. Ci sono infatti molte indicazioni per usare la realtà aumentata nei musei, rendendo il pubblico protagonista, ma al centro del racconto.

    Il racconto museale, secondo me, è il punto nettamente a favore della realtà aumentata, in quanto il visitatore continua ad essere presente a se stesso e “rimane nel museo“, non perde il contatto con la storia che sta vivendo.

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  • ICOM salvaguardia il patrimonio culturale, le finalità sociali e culturali

    ICOM salvaguardia il patrimonio culturale, le finalità sociali e culturali

    Il museo è un’istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo sviluppo, aperta al pubblico e per un pubblico.

    Una delle più notevoli innovazioni di ICOM è di liberarci delle nostre molteplici formazioni scientifiche per spingerci a non considerare, in seno ai nostri gruppi, la missione museografica che ci unisce.

    Per la prima volta un’associazione internazionale ci invita a prendere sul serio e a perfezionare una serie di esigenze, lasciate finora all’iniziativa e al buon senso di ciascuno.

    Si elaborerà così una tecnica che, sebbene il museo viva da più di un secolo e mezzo, non è stato finora perseguito con metodo. Si valorizzerà così una funzione talvolta misconosciuta dalle stesse persone che l’assumono.”

    (Georges Salles, ICOM | Première Confèrence biennale, Résumé des traveaux, Paris 1948)

    ICOM (International Council Of Museums) opera in coerenza con il Codice Etico e la sua missione è lavorare per la salvaguardia del patrimonio culturale e lo sviluppo dei musei.

    La definizione di museo

    Il museo è un’istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della società, e del suo sviluppo, aperta al pubblico, che effettua ricerche sulle testimonianze materiali ed immateriali dell’uomo e del suo ambiente, le acquisisce, le conserva, e le comunica e specificatamente le espone per scopi di studio, istruzione e diletto.

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  • Le migliori strategie ecommerce e come svilupparle

    Le migliori strategie ecommerce e come svilupparle

    Come aumentare le vendite del tuo sito ecommerce?

    Esistono tante strategie ecommerce per provare a migliorare le vendite del sito web e fra queste per attirare più traffico e convertire, ci sono DEM, campagne sui Social Media, SEO, campagne Adwords e Facebook Ads. Ma c’è qualcosa di più strategico per il tuo sito ecommerce, un livello successivo.

    Voglio condividere alcune strategie e-commerce che possono aiutarti ad aumentare il numero di visitatori e di clienti.

    Parlo di strategia ecommerce a più alto livello, non di azioni tecniche o di web marketing strategico. Voglio cercare di proporre un approccio al sito ecommerce, che sia più profondo di quello che fanno molte strategie di marketing ecommerce conosciute.

    Gamification nell’ecommerce

    A chi piace giocare ai videogiochi? a tutti! Non importa età, sesso, tuo status sociale o professione, tutti amano giocare. Perché non attingere a qualcosa che piace a tutti, usandolo per sviluppare il tuo sito di e-commerce?

    Esiste un gioco (magari gratuito) che potresti incorporare nelle tue pagine? Qualcosa che potrebbe legarsi ai tuoi prodotti o servizi?

    Forse potresti realizzare un piccolo gioco, anche banale. Potrebbe essere collegato ai tuoi servizi. oppure a programmi Tv che tutti guardano. Potrebbe essere un avatar da vestire online usando le tue linee di abbigliamento.

    L’obiettivo è distrarre i visitatori quando si annoiano nello shopping. Se il gioco riesce a creare dipendenza, allora avrai un engagement altissimo e lo aggiungeranno ai preferiti e torneranno molte volte. I giochi collegati ai social media fanno aumentare visite, like e interazioni. Sviluppare un gioco online non è banale, ma potrebbe essere un quiz a premi, visto che guardano tutti Chi Vuol Essere Milionario.

    Gamification e punti fedeltà nell’ecommerce

    Il termine gamification (ludicizzazione rende male) significa usare una ricompensa per incoraggiare una persona a intraprendere un’azione desiderata.

    Detto così, suona come “condizionamento” e non è diverso dalla maggior parte delle strategie di ecommerce e marketing ( su Netflix vi consiglio The Social Dilemma) di Google, Facebook, amazon, IG, ecc.

    Tuttavia la gamification è una strategia ecommerce che non ha bisogno di coinvolgere i giochi online come detto sopra. La chiave della gamification ecommerce è premiare un modello di comportamento che induco.

    Prendiamo l’esempio dei punti fedeltà.

    Molte aziende utilizzano i punti fedeltà per incoraggiare gli acquisti ripetuti. Più acquisti, più punti, maggiore sconto. Questo è il meccanismo dei punti fedeltà nei siti ecommerce.

    Perché non offrire altri modi per guadagnare punti fedeltà oltre al semplice acquisto?

    Aggiungere una recensione positiva è un ottimo strumento per il coinvolgimento sul prodotto, premia la fedeltà e aiuta a livello SEO.

    Maggiore è il feedback sul tuo sito, maggiore è la qualità dei contenuti per Google, che si fida molto dei siti con recensioni e li posiziona più in alto nelle SERP. E anche i clienti si fidano delle recensioni e acquistano da chi ha più feedback positivi.

    Puoi anche aggiungere punti fedeltà extra, incoraggiando le persone a condividere quella recensione sui social media. Andrai a sfruttare la viralità dei Social, amplificando la portata del tuo sito ecommerce e promuovendo il tuo Brand (quasi) senza costi aggiuntivi.

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  • Come spostare il sito web su un altro hosting web

    Come spostare il sito web su un altro hosting web

    Trasferire il sito web in un nuovo server web non deve essere lungo, faticoso, pericoloso, avere strascichi e provocare danni SEO.

    Sfortunatamente questo scenario perfetto, raramente esiste. Se il tuo attuale hosting web non dà ciò di cui hai bisogno, oppure vuoi cambiare rapporto di collaborazione, potrebbe essere giunto il momento di spostare il sito web.

    Come spostare il sito web

    Quando si sposta un Sito Web su un altro Hosting Web, è necessario:

    1. Acquista e attiva un nuovo account di hosting web
    2. Sposta tutti i files del sito web, incluso il data base e gli account di posta
    3. Installa e configura (se necessario) il tuo CMS sul nuovo hosting web
    4. Effettua lo sviluppo web su un dominio temporaneo
    5. Risolvi tutti gli errori
    6. Modifica il Record DNS del dominio e pubblica il sito web
    7. Lavora col SEO per non perdere posizionamento e indicizzazione

    #1 saper scegliere un nuovo hosting web

    Il web hosting è un settore molto competitivo, dalle varie pubblicità, ti sei reso conto che le varie società di hosting stanno facendo tutto il possibile per acquisire nuovi siti web. Nella maggior parte dei casi, ti offrono servizi inutili e che non utilizzerai mai, o al contrario, non hanno quello che ti serve. Per fare la scelta giusta, devi affidarti a qualcuno di cui ti fidi davvero; è un settore molto tecnico, che richiede conoscenze informatiche specifiche ed avanzate, non è uno scherzo capire quale server web è necessario in base al tipo di sito, al CMS, all’ecommerce, al volume di visite, alla geo localizzazione dei tuoi visitatori, ai servizi che offri sul sito web. Ricorda che valutare solo il prezzo del nuovo hosting web è un autogol clamoroso, che sicuramente pagherai in termini di SEO e indicizzazione.

    #2 Spostare tutti i files del sito web, il DB e la posta elettronica

    Non entro nel tecnico dei passaggi, perchè mi interessa solo far capire la logica da seguire per non avere problemi di SEO, nello spostare il sito web. Se hai un sito web statico (sito web senza database), tutto ciò che devi fare è scaricare tutti i files dal tuo attuale server di hosting e caricarli sul tuo nuovo hosting web, con la stessa struttura delle cartelle.

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  • SEO: come ottimizzare i contenuti del tuo sito sui motori di ricerca

    SEO: come ottimizzare i contenuti del tuo sito sui motori di ricerca

    Scopri i suggerimenti SEO per ottimizzare il contenuto del sito web e renderlo organicamente posizionato e facilmente ricercabile online

    Come maneggiare la SEO per ottimizzare i contenuti del sito sui motori di ricerca è incredibilmente importante per i professionisti del web marketing. Quando lavoro all’ottimizzazione SEO delle tue pagine web, devo rendere il tuo sito più visibile alle persone, che cercano determinate keywords su su Google.

    Ma il contenuto del tuo sito aiuta davvero la tua attività a posizionarsi organicamente sui motori di ricerca?

    Sebbene sia chiaro che il contenuto del sito/blog contribuisce al tuo SEO, gli abbondanti aggiornamenti dell’algoritmo di Google, possono rendere questa attività complicata. E le best practice SEO di oggi non vanno bene domani.

    Quali sono le tattiche SEO per il posizionamento organico

    Cerchiamo di semplificare la SEO

    Poche keywords

    Concentrati su 1-2 parole chiave a coda lunga che corrispondono all’intento del tuo lettore di destinazione.

    La scelte delle keywords

    Capire e scegliere le parole chiavi in base al prodotto/servizio ma anche rispetto alla concorrenza e allo spazio nelle SERP.

    Dove mettere le keywords

    Includi le tue 1-2 parole chiave in parti specifiche/interessanti della tua pagina e che abbiano una rilevanza in fase di comprensione del testo.

    Sito ottimizzato per il mobile

    Assicurati che il tuo sito sia ottimizzato per i dispositivi mobili e sia veloce. Fai valutazioni oggettive con software e non basarti sulle sensazioni.

    URL intelligenti

    Usa strutture URL che aiutino i tuoi visitatori a capire cosa leggono, dove si trovano e cosa descrivi. Quello che è utile per l’utente, spesso è ottimo per Google.

    Fare link interni al sito

    Collegare internamente le pagine in modo utile all’approfondimento di un argomento. Scrivere utilizzando cluster di argomenti inerenti.

    Usare la Search Console

    Analizzare i trend e creare contenuti nuovi, ma anche riutilizzare o aggiornare i vecchi contenuti e rimuovere quelli antichi.

    1. Concentrarsi su 1-2 keywords a coda lunga

    Ottimizzare un testo web per le parole chiave non significa incorporare quante più parole chiave possibile nela pagina. Anzi, questo danneggia il tuo SEO perché i motori di ricerca considerano questo riempimento di parole chiave, spam.

    Inoltre, non offre una buona esperienza di lettura, un fattore di ranking a cui i motori di ricerca stanno dando priorità, per assicurarsi che tu stia rispondendo all’intento di ricerca dei tuoi visitatori. Pertanto la sfida è utilizzare le keywords nei tuoi contenuti, in un modo che non sembri innaturale o forzato.

    Una buona regola pratica che uso è concentrarmi su una o due parole chiave a coda lunga per pagina web. Sebbene si possa utilizzare più di una parola chiave nel testo, bisogna mantenere il focus ristretto.

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  • Ingiustizia nella Scienza [Musei]

    Ingiustizia nella Scienza [Musei]

    Il ruolo di scienza e musei nella lotta al razzismo e all’uguaglianza, dal blog di Nina Simon Museum 2.0

    In questi giorni sembra che tutte le istituzioni e le organizzazioni culturali rilascino una dichiarazione in cui disprezzano il razzismo e si allineano con i movimenti per la giustizia, anche i Musei e la Scienza si stanno unendo alla protesta. Le dichiarazioni pretendono di “stare con la comunità nera” e di essere “devastati dagli omicidi “. È difficile vedere ora, come queste affermazioni si trasfomeranno in azioni significative, soprattutto perché sembra che molte di queste stesse istituzioni abbiano languito per decenni su questioni di diversità, equità, accesso e inclusione.

    I sistemi in cui operano queste organizzazioni non sono progettati con questi principi come parte del loro tessuto, anzi è vero il contrario. Le stesse organizzazioni stanno proponendo sistemi di oppressione, per loro stessa natura.

    La scienza non è assolta dalle questioni di giustizia

    Storicamente, queste istituzioni hanno rivendicato la neutralità e l’oggettività della scienza, per allontanari dal fare i conti pubblicamente con il razzismo sistemico. Il velo della neutralità è stato sollevato, è giunto il momento di portare la giustizia in primo piano.

    Diverse volte nella mia vita (come persona di colore) ho pensato “come posso prosperare in un sistema che sto attivamente cercando di rovesciare“, sembra una contraddizione. Se mappiamo questa linea di pensiero su un’intera organizzazione (azienda), diventa ancora più problematico, ci sono CDA e dipendenti con cui confrontarsi. Quando le persone parlano di oppressione sistemica, quali sono i sistemi a cui fanno riferimento? Quali sono i loro nomi? È il capitalismo? È la struttura gerarchica delle organizzazioni? Sessismo, razzismo? Tutto insieme?

    Idee concrete nelle istituzioni anche museali


    In qualità di positivista autoproclamata e orientata alle soluzioni, ho cercato di superare la mia impotenza, identificando idee concrete di cambiamento. Vorrei condividerle con voi, nel caso risuonassero come qualcosa che potresti fare e/o proporre nella tua organizzazione.

    Quando pensiamo di trasportare queste idee su un’organizzazione, penso a come la leadership del museo possa farle proprie individualmente (direttore, presidente), collettivamente nei vari dipartimenti (risorse umane, amministrazione, ecc.) e così via.


    Responsabilità: qualsiasi affermazione su una posizione istituzionale sull’uguaglianza razziale, dovrebbe essere accompagnata dalle azioni concrete intraprese dall’organizzazione per sfidare lo status quo. Riconoscere il tuo ruolo nel razzismo strutturale è un buon inizio, ma non abbastanza, cosa hai intenzione di fare al riguardo? Che responsabilità hai?


    Vulnerabilità: va bene sbagliare e non sapere cosa dire, ma non lasciare che questo ti paralizzi. Soprattutto quando si tratta di creare uno spazio in cui possiamo crescere e venire a patti con la portata e le ramificazioni del privilegio. Nessuno si aspetta che tu abbia tutte le risposte: coltiva il coraggio di ammetterlo e lavora su questo insieme ad altri. Sii trasparente al riguardo.


    Umiltà: la maggior parte dei grandi leader che ho conosciuto sono stati umili. Cosa significa incarnare veramente i principi dell’essere un work in progress? Ammetti di non sapere tutto, non porre i tuoi pensieri come vangelo, sii pronto ad ammettere la colpa, non aggrapparti ai tuoi dogmi ed ascolta le voci di coloro che ti circondano.

    Pazienza e persistenza: devono andare insieme! Mi stanco, mi prendo una pausa, continuo. È utile sapere che la resistenza può assumere forme diverse ed è importante sapere che è lenta. Devo ricordarmelo spesso perché voglio vedere il cambiamento accadere ieri, cosa che è già avvenuta e che continuerà ad accadere.


    Coalition Building: non puoi fare tutto da solo! Trova persone interessate a svolgere la missione e circondati di loro. Seguili sui social media e contattateli se avete bisogno di aiuto. Non tutti (forse nemmeno la maggior parte) saranno motivati ​​a fare questo tipo di lavoro, non scoraggiarti troppo, concentrati sul tuo viaggio.

    Il ruolo della scienza e dei musei


    I musei e la scienza sono un forum e uno spazio in cui le comunità possono affrontare questioni importanti per loro: cambiamento climatico, povertà, insicurezza alimentare, qualità dell’aria e dell’acqua.

    La scienza ha un ruolo da svolgere nella creazione di una società più giusta ed i musei ne sono parte integrante (e spero inseparabile). Sono connettori che lavorano per collegare comunità scientifiche e di ricerca, con persone che non si identificano necessariamente con la scienza. Ispirano curiosità, promuovono l’indagine, incoraggiano il fallimento e l’indagine critica, è un buon momento per concentrarsi sul fare queste cose con una lente sulla giustizia sociale!